Perchè EditoriaInvisibile

L’inchiesta “Editoria Invisibile” si propone, attraverso la diffusione di un questionario,  di indagare il fenomeno del lavoro precario, frammentato e ancora poco conosciuto nel settore dell’editoria. In particolare, ci si pone l’obiettivo di dare maggiore visibilità ai lavoratori precari che ruotano attorno a questo settore, ancora poco rappresentati.

L’inchiesta – fortemente voluta dal Sindacato lavoratori della comunicazione della Cgil (Slc) nazionale, di Bologna e Milano – ha visto il coinvolgimento attivo, nell’intero percorso di ricerca, dei medesimi lavoratori del settore, tramite la partecipazione, alla costruzione e diffusione del questionario, della Rete dei Redattori Precari (ReRePre) e del sindacato dei traduttori editoriali (Strade).

Questa indagine si caratterizza per essere fortemente innovativa e “esplorativa”, dal momento che le condizioni di lavoro e la qualità della vita lavorativa dei soggetti precari e intermittenti, nel settore editoriale, risultano essere, ad oggi, tematiche ancora poco indagate e studiate. Siamo in presenza, in effetti, di limitati contributi teorici e ricerche empiriche che analizzino, nel nostro Paese, quanto avviene in questo settore, da un particolare punto di vista: quello del lavoro, e delle persone che in questo ambito lavorano, con grande passione, dedicandovi un forte investimento personale.

L’industria del libro, che per sua stessa natura si sviluppa attraverso un ciclo produttivo altamente  diversificato e variegato al suo interno, coinvolge infatti una platea di lavoratori e lavoratrici che operano in differenti regimi contrattuali ed occupazionali. Attraverso la consulenza di una rete nazionale di lavoratori precari del settore dell’editoria e l’appoggio sindacale della Cgil, l’Ires Emilia-Romagna ha pertanto deciso di intraprendere un percorso di ricerca che ha esplorato questo universo lavorativo, con particolare attenzione rivolta alle condizioni di vita e lavoro della componente precaria dei lavoratori.

L’inchiesta ha voluto quindi insistere su questo apparente “vuoto” di ricerca per indagare il fenomeno del lavoro precario, frammentato e ancora poco conosciuto, e ragionare, attraverso il coinvolgimento dei lavoratori, attorno alla domanda di riconoscimento e di autocoscienza degli stessi intervistati.

I risultati riportati in questa sede restituiscono, in modo chiaro, uno spaccato del mondo del lavoro complesso, dove tematiche come precarietà, bisogno di riconoscimento, disagio, frustrazione, necessità di sentirsi rappresentati emergono in modo evidente.

Sintesi dei risultati

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